Film della settimana della critica in Veneto, nelle provincie Autonome di Trento e Bolzano Alto Adige, nella regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Cristiano Corazzari 
Assessore alla cultura della Regione del Veneto – Coordinatore del progetto 

Si sono appena spenti i riflettori sulla Mostra del Cinema di Venezia che già, gli appassionati, potranno riviverne le emozioni sul grande schermo accompagnati nella visione dai registi e da critici

Si riconferma, anche quest’anno, la collaborazione tra la Regione del Veneto, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano Alto Adige, per la circuitazione di tutti i film della Settimana Internazionale della Critica in tutto il territorio del Triveneto e dell’Alto Adige. 

L’iniziativa consentirà al pubblico di vedere un prodotto altamente qualificato ed in visione esclusiva. Le proiezioni si svolgeranno nelle sale cinematografiche d’essai che si sono costituite “in rete” favorendo in tal modo la realizzazione e la condivisione di progetti culturali. 

Per un cinema dell’oggi

Giona A. Nazzaro 
Delegato Generale Sic 

“Deux plus deux ne font plus quatre 
Toutes les murs peuvent s’abattre” 

Duelle (une quarantaine) di Jacques Rivette 

Nel corso del triennio che ormai abbiamo alle spalle, la Settimana internazionale della critica di Venezia ha contribuito in maniera determinante a mettere sulle mappe di navigazione nomi del valore di Bertrand Mandico, Ala Eddine Slim, Helena Witmann, Anna Ericksson, Deborah Haywood e altri ancora. Ha lanciato Still Recording di Ghiath Ayoub e Saeed Al Batal che ha rovesciato le opposte retoriche partigiane delle narrazioni riguardanti la guerra in Siria. Con Dachra abbiamo rivelato il primo film horror tunisino (film distribuito in sala in numerosi paesi). Tre anni, ventisette film. Lungometraggi accolti ovunque con grande favore da pubblico, critici, spettatori occasionali e programmatori di festival e rassegne. E mentre ci prepariamo a lanciare la 34. edizione della Settimana, i film delle edizioni precedenti proseguono instancabili nel loro cammino, raccogliendo sempre nuovi consensi. 

Purtroppo, il mondo non è il cinema. E chiunque oggi voglia (continuare a) confrontarsi con le immagini in movimento non può che chiedersi in che mondo desidera vivere. I segni inquietanti che si intravedevano all’orizzonte quando abbiamo iniziato quest’avventura, sono diventati il nostro minaccioso quotidiano. O si prova a essere parte della soluzione – anche nel nostro lavoro quotidiano – o si è parte del problema. Quindi, inevitabilmente, quale cinema oggi? Alla Settimana internazionale della critica di Venezia lavoriamo per un cinema che abbia il coraggio dell’essere ancorato al presente. Così come ci ha insegnato Roberto Rossellini. Un cinema che ripudi la nostalgia. In grado di pensare il presente per immaginare il futuro. Il cinema è un’invenzione senza futuro solo se non saprà vivere nel qui e ora della Storia. I film scelti con la collaborazione competente, appassionata e generosa della nuova commissione di selezione, sono opere libere. Lavori in grado di mettere in discussione lo stato delle cose. Sono film ancorati nel mondo, il risultato delle situazioni che li ha visti nascere. Vengono da luoghi specifici per andare incontro al mondo. Non sono prodotti audiovisivi interscambiabili con infiniti altri. India, Iraq, Libano, Lituania, Messico, Cile, Regno Unito, Danimarca, Italia. Una selezione di film che si affaccia volentieri sul fantastico, ibridandosi con il thriller, il fantasy e l’animazione. Opere attraversate tutte dal piacere del racconto e dell’affabulazione senza mai dimenticare la sfida della forma. Accompagnate da alcuni degli interpreti più interessanti degli ultimi anni come Alfredo Castro, Trine Dyrholm, Billie Piper e altri ancora. Una selezione – ancora una volta e in continuità con le edizioni precedenti – nel segno del femminile e dell’esplorazione dei corpi e della sessualità. E non possiamo non augurarci – con Bertrand Mandico – che «le cinéma sera appelé “la cinéma” un an sur deux». 

L’augurio dunque è di ritrovarci in sala tutte e tutti insieme per celebrare queste registe e questi registi. Solo nella diversità delle voci e degli sguardi, nella molteplicità dei sogni e dei desideri dai quali farsi sedurre, possiamo trovare gli strumenti per opporre la nostra resistenza quotidiana. Il cinema è adesso.